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ITALIA: Portofino e San Fruttuoso

Una giornata con noi

PORTOFINO

Un antico e raffinato borgo affacciato su un mare di una bellezza indescrivibile: questo è Portofino, gemma del panorama italiano, frequentato da sempre da personaggi di spicco del mondo dello spettacolo, della cultura e della finanza.

Le case color pastello sono disposte una accanto all’altra, come le tessere di un prezioso mosaico, ai piedi del promontorio ricoperto da una vegetazione lussureggiante che circonda eleganti ville. Nella piccola rientranza della costa si annida la famosa “piazzetta”, cuore mondano di Portofino, che si affaccia sul caratteristico porticciolo, popolato da piccole barche di pescatori e lussuose imbarcazioni.

Un sentiero collega la Piazzetta a Castello Brown, una fortezza cinquecentesca con annesso museo all'interno della quale sono allestite mostre d'arte e che regala panorami della cittadina e del Mar Ligure.

Lo specchio di mare che circonda il promontorio è un’area marina protetta, istituita per tutelare la ricchezza e le rarità dei fondali marini popolati da gorgonie, spugne, madrepore, praterie di posidonia e dal prezioso corallo rosso. La forma irregolare dei fondali ha permesso lo sviluppo di una immensa ricchezza di microambienti in cui vivono numerose specie vegetali e animali.

ABBAZIA SAN FRUTTUOSO

Monastero benedettino dell’anno mille, ma nel tempo anche covo di pirati e quindi borgo di pescatori: una vera oasi in uno scenario già di per sé unico, tra la terra e i boschi del monte di Portofino e il mare azzurro della Liguria di Levante.

Costeggiando il Parco Naturale che da Camogli conduce a Portofino, appare come un miracolo, incastonata in una piccola insenatura protetta da una torre cinquecentesca, un’architettura così felicemente integrata con il suo contesto naturale. Eppure proprio l’inaccessibilità del luogo e la presenza di una sorgente d’acqua dolce ne fecero, nell’VIII secolo d.C., un sito ideale per la fondazione di una chiesa. Secondo la tradizione, fu lo stesso martire Fruttuoso a scegliere la baia, indicandola in sogno a Prospero, vescovo di Tarragona in fuga dalla Spagna invasa dagli Arabi e alla ricerca di un luogo dove portare in salvo le reliquie del Santo.

Ricostruita nel X secolo come monastero benedettino, dal Duecento l’Abbazia intrecciò le sue sorti con quelle della famiglia Doria che ne modificò l’assetto, costruendo ad esempio il loggiato a due ordini di trifore e trasferendo qui il sepolcreto familiare, fino a quando, nel 1983, decise di donare l’intero complesso al FAI.

Da allora è in corso la rinascita di questo complesso articolato su corpi con caratteristiche molto diverse fra loro e tanto bisognoso di cure costanti e che nell’aprile del 2017 ha visto concludersi gli ultimi restauri che hanno liberato e valorizzato la fonte sorgiva su cui venne costruita la torre nolare. Il monastero, con il suo chiostro e le tombe Doria, la chiesa primitiva e la parrocchiale, i reperti archeologici e il piccolo borgo, vale una visita per scoprire l’anima autentica di questo luogo lambito da uno mare cristallino spettacolare, che offre al visitatore anche l’inedita possibilità di soggiornare nella foresteria del Bene, ideale per chi cerca un’insolita fuga dal mondo.

27 Settembre 2020  

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